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Più che un nuovo articolo, un commento fuori programma strappatomi dall’intervista semiseria dell’acuto e gustoso Crozza-Marzullo a Giuseppe Civati nell’ultima puntata di Italialand (11/11/11).

Interpellato sul collega di giunta regionale Renzo Bossi, meglio noto come “il trota” (potete ri-vederlo in questo video, al minuto 12:53),  la giovane promessa del PD, sfoggiando diplomatico buonismo da democristiano e ingenuità da pivellino, risponde «è molto giovane, si farà», sottolineando quel «è giovanissimo» come se fosse un valore in sé a giustificare la totale mancanza di competenza e di gavetta con la quale il Trota, privilegiato figlio di papà, è arrivato per discendenza diretta a occupare un posto che, in una presunta democrazia, andrebbe sudato e guadagnato, facendosi (per citare Civati) negli anni di esperienza a partire dai circoli locali, dalle circoscrizioni, dall’attivismo giovanile, non quando si ha già una redditizia carica di consigliere regionale (ricordiamolo, nella stessa giunta in cui si sta facendo anche Nicole Minetti)! E invece ecco un bello schiaffo in faccia alla meritocrazia e alla stessa democrazia, e tutto questo mentre i giovanissimi che non hanno papà sul trono o santi in paradiso trovano ostacoli sempre più duri anche soltanto per trovare un lavoro degnamente retribuito. E a chi dovrebbero guardare questi ultimi per vedere tutelati i propri diritti contro le avide trote e i loro genitori squali? Alla nuova “sinistra”? Ai giovani rottamatori che strisciano da Firenze fino ad Arcore come un lacchè qualsiasi della senile maggioranza o una cosiddetta escort? A quelli che, col sorriso sulle labbra, non si rendono nemmeno più conto dello schifo a cui siamo arrivati e in cui sono immersi, che ci strapazzano con nuovi slogan accattivanti circondandosi di dirigenti aziendali, calciatori e intellettuali alla moda?

Sarà anche stata un’intervista comica da prendere alla leggera (come tutto il resto, ormai!), ma non cogliere nemmeno un’espressione, una battuta di contrarietà o un accenno di passione in un giovane politico (per di più filorottamatore) rafforza la mia diffidenza nei confronti della sedicente opposizione. Possibile che non ce ne sia uno che si arrabbi, che abbia il coraggio di rischiare, di non starci, di non accettare più questi compromessi e di indignarsi (veramente)? Non basta essere giovani sulla carta d’identità, bisognerebbe prima di tutto esserlo nelle idee e nello spirito!

ma bohème
(il Bacino di Decantazione)

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