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Non intendo parlare della manifestazione di sabato 15 ottobre a Roma, sulla quale molti (forse troppi) hanno detto la loro e sui cui vari momenti ci sono analisi e servizi particolareggiati: il Bacino di Decantazione si vieta di  essere un nuovo covo del già detto. Tuttavia mi piacerebbe rivolgere alcune domande agli autori delle azioni violente di sabato:

– Si rendono conto, questi professionisti del dolo insulso, di quanto il loro agire belluino metta a rischio il diritto a manifestare di chi ha davvero qualcosa da manifestare (al di là della forza bruta, s’intende), leggasi Fiom, alcuni dei movimenti No Tav etc.?

– Si rendono conto che la loro è spesso mania di protagonismo, forse aggravata da anni di berlusconismo inoculatosi sotto la loro pelle a loro insaputa (come più e meglio è detto in quest’intervento di ma bohème)? Si rendono conto che spaccano, incendiano, sbraitano con lo stesso spirito con cui altri gridano «Italia 1!» in amatoriali, ridicoli filmini (o, almeno, è questo ciò che traspare)?

– Si rendono conto che è proprio questo che i potenti vogliono dalla società civile, che si dimostri violenta, inaffidabile, immatura, un monello da prendere per l’orecchio e sottoporre alla saggia guida dello Stato all’insegna del ghe pensi mi?

– Si rendono conto che ora, quando il governo non autorizzerà più manifestazioni civili, avrà questo comodo e fresco precedente da citare? Che quando rifiuterà di incontrare la gente perché «Lo stato non parla / tratta coi violenti», sarà grazie a loro che potranno dirlo?

– Si rendono conto che impediscono a tutte quelle persone che non ci tengono a mettere a repentaglio la propria incolumità fisica manifestando di prendere parte ai cortei? Si rendono conto, quindi, di ledere i diritti altrui e di sfoggiare un’arroganza uguale e contraria a quella di coloro che vorrebbero combattere?

– Si rendono contro che quella moltitudine di individui che non riesce a convincersi del marciume di tanta parte della classe politica, ma che forse stava cominciando ad aprire gli occhi, potrebbe avere un rigurgito di rispetto per persone che non lo meritano, confondendo istituzioni tutrici dell’ordine e della sicurezza con i nomi che indegnamente (e spesso paradossalmente) le occupano, e potrebbe forse anche (ri)votarle (non male: un immutato status quo offrirebbe l’occasione per altre pagliacciate, per tirare avanti con la pars destruens, così tanto più divertente della costruens)?

– Si rendono conto di aver danneggiato prima di tutto persone comuni se non appartenenti ai gruppi sociali maggiormente danneggiati dalla crisi? Credono forse che nei supermercati saccheggiati, nelle Panda bruciate e nelle madonne brutalizzate si annidino i gangli della cattiva finanza mondiale?

– Si rendono conto che l’unico risultato che hanno ottenuto è stato quello di far nascere dibattiti sull’introduzione di misure restrittive per i manifestanti (il sospetto che poi saranno sempre i soliti a rispettarle e sempre i soliti a violarle è forte)?

Di certo si rendono conto di avere buone possibilità di occupare i posti più pregiati della futura classe dirigente. Non fosse altro, perché i precedenti  non mancano.

Anche noi dobbiamo porci delle domande: aleggia o no uno spettro di sobillazione su quanto è successo a Roma? Gli scontri sono stati in qualche mondo cercati, trovati, incoraggiati, favoriti? Come è stata gestita la sicurezza? Chi sono questi devastatori di mestiere, che zompano su aerei e treni ogni due per tre per portare la distruzione direttamente a casa vostra? Non credo alla favoletta della persona comune esasperata, di solito un minimo lucida ed obiettiva nella sua protesta, di cui conosce le cause e i responsabili; piuttosto, la sventatezza e l’indifferenza nell’attuare le marachelle sono proprie del bambino viziato, consumista e globalizzato.

Infine, un commento su quello che chiamerei il decalogo “Come non farsi fare la bua dalla polizia se sabato avete fatto i cattivi (e non siete figli di papà)”, circolante in rete (a titolo d’esempio, lo trovate qui e se ne parla qui): quando l’ho letto, ho pensato fosse il nuovo pezzo in testa alla minzoparade; poi ho capito che la realtà supera anche il tg1!

Vox clamantis in deserto
(il Bacino di Decantazione)

Caccia ai Black Bloc in tutta Italia dopo le distruzioni di Roma. Immagini delle devastazioni di sabato durante il corteo degli Indignati. Nella foto una cabina dei vigili mentre viene distrutta

Foto tratta dalla galleria del Corriere.it sugli scontri; fotografo: Milestone Media

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