Da ieri Sergio Bonelli cavalca nelle celesti praterie. In chi ha divorato pagine edite dalla Bonelli Editore, il dispiacere tutto umano per la sua morte è mitigato dal pensiero dell’eredità consolatrice fatta di avventura, passione, immaginazione, fantasia che lascia dietro di sé. Ma anche un altro pensiero si presenta, ineludibile, alla mente: come reagirà la casa editrice Bonelli alla scomparsa di Sergio, figlio di Gian Luigi, “fratello” di Tex (per cui ha scritto alcune delle storie più belle dietro il nom de plume di Guido Nolitta)? La mia speranza è che essa possa proseguire nel solco di quel percorso tra tradizione e innovazione che ha permesso a diverse serie di essere tanto longeve quanto immediatamente riconoscibili per stile, tono, cura, scarse concessioni alle mode.
Con buona pace dei detrattori, sono molti gli esempi dell’amore che il mondo Bonelli trasudava (e trasuda) per la nona arte, ma forse basta ricordare la cadenza regolare con cui i lettori possono incontrare, con poca spesa, gli eroi prediletti di casa Bonelli: di questi tempi non è poco, in tutti i sensi.

 Vox clamantis in deserto
(il Bacino di Decantazione)

Tex Willer - Color Tex 1, Sergio Bonelli Editore

immagine tratta da Color Tex 1

 

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